A Palermo sono in corso accertamenti dopo il ricovero di sette persone che avevano consumato tonno rosso acquistato in una pescheria della città. Indagini affidate ai Nas.
Sette persone sono finite in ospedale a Palermo dopo aver consumato tonno rosso acquistato in una pescheria della città. Una delle persone coinvolte è stata ricoverata nel reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale Villa Sofia, mentre gli altri pazienti sono stati trattenuti in osservazione nei pronto soccorso degli ospedali Ospedale Civico, Ospedale Ingrassia e Policlinico Paolo Giaccone. Tra gli intossicati ci sarebbero anche tre componenti della stessa famiglia.
Le indagini sono state avviate dai carabinieri del Nas di Palermo – coordinati dal tenente colonnello Luigi Pacifico – i quali hanno rintracciato la pescheria in cui era stato acquistato il prodotto. Secondo quanto emerso, nella giornata precedente il negozio avrebbe commercializzato oltre 200 chili di tonno rosso regolarmente tracciato.
Nel corso dei controlli, i militari del Nucleo antisofisticazioni, insieme ai carabinieri della stazione Olivuzza, hanno posto sotto sequestro un esemplare di tonno pronto per essere venduto.
Sospetta intossicazione da tonno rosso: possibile sindrome sgombroide
Le persone colpite dall’intossicazione hanno manifestato sintomi come nausea e malessere poco dopo aver consumato il pesce. Secondo le prime ipotesi investigative, il tonno consumato potrebbe aver contenuto elevate concentrazioni di istamina, una sostanza tossica che si sviluppa in seguito alla degradazione delle carni del pesce e che, in quantità elevate, può provocare la cosiddetta sindrome sgombroide.





