Ida e Salvatore Cuffaro

Totò Cuffaro, che non ha bisogno di presentazioni, ci racconta la sua vita da agricoltore a tempo pieno e ci manifesta la sua vocazione alla politica, ormai di servizio.

Vi abbiamo già raccontato le vicende di Totò Cuffaro e vi abbiamo comunicato che si era ritirato dalla politica attiva dedicandosi all’agricoltura (diventando un raro caso di braccia non rubate all’agricoltura), a quel bel podere che aveva acquistato e migliorato senza aver ricevuto sovvenzioni pubbliche in agro di San Michele di Ganzaria. Anche se conoscendolo personalmente, tastandogli il polso durante l’intervista, anche se non potrà presentarsi come candidato ad alcunché, la sua vocazione alla politica sortiva ad ogni piè sospinto, in ogni frase, come un puledro di razza che non sa far altro che correre. Vi consigliamo di leggere la prima parte già pubblicata qui.

Come è cambiata la tua vita dopo il 2015 quando hai finito di scontare la tua pena?

E’ cambiata radicalmente perchè dopo aver vissuto per 5 anni in 12 mq con altre 3 persone, aver riacquistato la libertà è stato come veder la luce per la prima volta. In quegli anni da medico ho studiato e mi sono laureato in giurisprudenza alla Sapienza. Dopo la condanna mi hanno radiato dall’ordine dei medici per cui non mi è rimasto altro che fare l’agricoltore che tra l’altro mi piace, non ho stipendi, non ho pensione, non ho vitalizio da senatore, tutto mi è stato tolto.

Come si svolge la tua giornata tipo da agricoltore?

Mi alzo prestissimo, in genere alle 6 sono già attivo, mi sveglio alle 4,30 e ancora a letto mi dedico ai social, consulto i quotidiani online, leggo e mando email. Vivo in campagna, ogni 2 settimane mi reco a Raffadali, il mio paese d’origine. Io provengo da una famiglia di contadini, per cui la campagna ce l’ho nel dna, ma la vera passione è scoccata durante il periodo in cui ero assessore regionale all’agricoltura, mi sono innamorato di un mondo che è strano, quasi fuori dal tempo, lontano dalla frenesia cittadina, fondamentalmente sano, di gente che lavora duramente.

Ingresso in azienda

Quale prodotto della tua azienda ti dà più soddisfazione, indipendentemente dal reddito?

Sicuramente il vino, anche se economicamente il prodotto più redditizio sono i fichidindia che si esportano molto all’estero specie in Belgio, Germania, Francia. Nell’Europa l’unico produttore di fichidindia di qualità è la Sicilia, non abbiamo concorrenti, ancora ci sarebbe tanto mercato. In Sicilia ne abbiamo 12.000 ettari, 2.500 a Santa Margherita Belice, 900 a Roccapalumba, 1.200 sull’Etna, il resto a San Cono e dintorni. Tutto il prodotto buono, i così detti scuzzulati, più dolci, più grossi e più buoni si vendono facilmente,  anche perchè da settembre c’è poca altra frutta.

Grappolo di Tempranillo

Torniamo al vino, quante sono le tue etichette?

Sono 13 con vitigni: Chardonnay, Viogner, Traminer, Grillo, Zibibbo, Carricante in 6 bianchi, 5 vini rossi con Nero d’Avola, Petit Verdot, Tempranillo, Nerello Mascalese e Cappuccio e 2 spumanti.

Come mai hai piantato tante varietà alloctone in un periodo in cui vanno più di moda gli autoctoni?

Ho avuto e ho come consulente Donato Lanati, cioè uno dei più noti professionisti ed enologi italiani, che li ha scelti in base alle caratteristiche fitopedologiche del territorio e perchè mentre in Sicilia di Grillo e Nero D’Avola ce n’è tanto, di Tempranillo, di Traminer, di Viognier molto poco per cui la concorrenza è minore, per esempio per il Tempranillo siamo solo in 2 a produrlo, e anche questi “vini strani per la Sicilia” hanno un ottimo mercato.

Nei tuoi fabbricati perfettamente restaurati ti dedichi molto all’accoglienza, ci credi quindi?

Assolutamente, in azienda ho creato Casale Santa Ida, 15 stanze anzi mini appartamenti con cucinino e tutti i confort. Avevo 20 settimane full booked, purtroppo disdette causa pandemia. Puntiamo al prossimo anno e già da giugno ad ottobre abbiamo tante prenotazioni, se tutto andrà bene l’accoglienza avrà un buon valore aggiunto, ma bisogna offrire servizi importanti, noi abbiamo piscina, spa anche con wine terapy, biciclette, cavalli, asini, animali da cortile, organizziamo passeggiate nei boschi.

I tuoi figli ti seguono?

Raffaele è medico anestesista e l’attività la segue poco e da lontano, Ida si sta preparando per un concorso pubblico e mi sa che l’agricoltura non farà per lei.

Ora andiamo alla tua vera predisposizione, la politica, ti è mancata e ti manca la sua frenesia?

Nella maniera più totale, mi è mancato il costante e totale contatto con la gente e nella politica attuale vedo che manca il vero centrismo di estrazione cattolica per cui mi sono convinto di rifare e lanciare una Democrazia Cristiana siciliana. E’ bastato dare un pò di spazio a questa iniziativa sui social per avere tantissimi incoraggiamenti, tante adesioni inaspettate, sono stato travolto da migliaia di telefonate e di messaggi. Il mio account Facebook in poche ore ha raggiunto il massimo di amicizie e la pagina Democrazia Cristiana Sicilia ha già 8.400 seguaci. C’è in tanti il bisogno di avere una politica che abbia come mission l’individuo.

Ma sui social oltre agli entusiasti ci sono quelli che criticano

– Guai se non fosse così, questo è il sale della democrazia, De Gasperi dicevaPer quelli che la pensano come noi saremo la certezza che potranno condividere il nostro progetto, a quelli che non la pensano come noi daremo la certezza che potranno continuare a non pensarla come noi e ad andare contro di noi” Quindi guai se tutti fossero contenti. Io non potrò fare politica attiva in quanto non potrò essere candidato e comunque per scelta non mi candiderei in quanto ho avuto una condanna per cui preferisco non espormi anche se nel futuro potrò esserlo. C’è tanta gente che mi cerca, dall’elettore al consigliere al deputato, questo contatto non mi è mai mancato, anche in carcere ricevevo fino a 300 lettere al giorno ed erano così tante che la maggior parte me le hanno consegnate ancor chiuse quando sono uscito, oggi il mio impegno principale è formare i giovani, costituire una classe dirigente di trentenni. Allora la storia culturale e la ricerca del consenso erano differenti, c’era tanto scambio elettorale, oggi i giovani sono cambiati, c’è più consapevolezza e desiderio di cultura politica, questo è bello e spero che i giovani portino avanti questo bisogno di novità.

Prima o poi potresti scrivere un libro su queste lettere che ti hanno inviato.

Potrebbe essere un’idea, dopo i quattro libri da me scritti e pubblicati ne sto preparando un quinto che si chiama Euno (che guarda caso è il nome di un vino di Tenuta Cuffaro, ndr) uno schiavo siciliano che si ribellò ai romani, che ha una statua ad Enna dove è scritto “Martire della Libertà”.

Cuffaro in Burundi

Hai avuto una seconda esperienza negativa contagiandoti col covid.

E’ stata un’esperienza peggiore del carcere, lì stavo bene in salute ed aiutavo gli altri, in ospedale stavo tanto male che non sapevo se sarei sopravvissuto, ho avuto tanta paura di morire e non rivedere la mia famiglia; quando ero cosciente mi affidavo alla preghiera. Per fortuna non ho avuto solo dei medici che mi hanno curato, ma addirittura degli angeli. Essere scampato ed aver capito cosa si rischia mi induce a spronare le persone ad essere attente, prudenti, rispettosi delle norme, favorevoli a vaccinarsi.

Se potessi tornare indietro cosa rifaresti e cosa no?

La cosa più bella che mi è successo è fare il Presidente della Regione, votato direttamente e alla grande dai siciliani, quindi se potessi tornare indietro, pur sapendo che è stato proprio l’essere presidente che ha causato le mie vicissitudini, io lo rifarei perchè non c’è niente di più bello per un siciliano che rappresentare la sua terra. Se potessi chiaramente non rifarei i tanti errori che ho fatto e principalmente sarei molto più accorto alle mie frequentazioni, non darei fiducia alle persone che non la meritavano, sarei stato più riservato e meno “vasa vasa”.

Tenuta Cuffaro – Casale Santa Ida  
Contrada Consorto SNC, San Michele di Ganzaria
(CT) 95040, Italia
www.tenutacuffaro.com