Il cibo e il vino sono tra i principali attrattori turistici in Italia, capaci di attirare sempre più visitatori dall’estero. Secondo la fotografia scattata da Tripadvisor, il turismo enogastronomico italiano è infatti cresciuto del +141% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Risultati importanti, ma c’è ancora margine per fare pure meglio.

Merito di questa forte crescita è senza dubbio il cambiamento generale del turismo nei confronti dell’enogastronomia: oggi, quest’ultima viene considerata uno dei motivi primari per intraprendere un viaggio per il 53% dei turisti nel mondo. In Cina lo è addirittura per l’85% dei turisti e in Messico per il 71%.

Secondo il rapporto, inoltre, il nostro Paese si trova al top in 7 degli indicatori considerati da Tripadvisor: produzioni di eccellenza, aziende vitivinicole, aziende olearie, imprese di ristorazione, musei del gusto, birrifici e Città Creative Unesco legate all’enogastronomia. Ci sono però alcuni aspetti su cui si deve lavorare meglio, come sottolinea una delle autrici dello studio, Roberta Garibaldi, ai microfoni de Il Sole 24 Ore: “I food truck, i ristoranti e i bar storici e le dimore storiche sede di aziende di produzione agroalimentare, le visite ai produttori extra vino, e infine i corsi di cucina”.

Un altro passo da compiere – secondo il pensiero di Garibali – è quello di ludizzare e cercare in qualche modo di rendere più creativa e culturale l’offerta gastronomica, ad esempio, dimenticando il menù fisso: “Servono incentivi alla digitalizzazione, personale più preparato con una formazione adeguata da hospitality manager, bandi per il rilancio dei mercati. Una spinta comunque può venire da piccole pratiche: abbandoniamo i menù fissi che hanno un bassissimo appeal tra gli stranieri e non rendono giustizia ai nostri piatti”.