Con cosa accompagniamo la cena, vini o birre? No grazie, grappe!

E’ successo con la “Cena di Fuoco” alla Forneria Messina, il ristorante, pizzeria, panetteria, enoteca di San Martino delle Scale a Monreale, complice la delegazione Anag, Associazione Nazionale Assaggiatori Grappe ed Acqueviti, di Palermo.

L’idea è venuta al delegato cittadino Domenico Ciminnisi e ai titolari della Forneria Messina: Gianmichele e la sorella Lorena. Che Ciminnisi fosse appassionato di grappa è normale, ma anche Gianmichele non scherza, nella sua formazione ha inserito tra i corsi di assaggiatore di vino, di Armagnac, di formaggi, di birre, di pizzaiolo ed altri il primo corso tenutosi a Palermo sulle grappe; nella sua piccola enoteca una folta presenza del distillato italiano di vinacce. Sulla pizza addirittura ha tanto approfondito da diventare docente dei corsi Nazionale Italiana Pizzaioli, Nip, e per l’Associazione Italiana Panificatori e Affini, Assipan. Il lievito madre, ma non solo, diventa quindi tra le sue passioni.

Gianmichele Messina, Domenico Ciminnisi, Paolo Brunello

I due hanno studiato un menu con ingredienti e piatti cotti con una grappa che avrebbe anche abbinato la pietanza al posto del vino o della birra. Chiaramente si sono basati su alcuni dei successi del ristorante/pizzeria che oltre a pizze dagli impasti impeccabili e dagli ingredienti di grande qualità propone piatti semplici, quasi della tradizione, gustosi, caserecci, addirittura rustici.

Paolo Brunello

La cena è coincisa con l’arrivo in Sicilia di Paolo Brunello che insieme alla famiglia è titolare della distilleria artigianale più antica d’Italia: Fratelli Brunello di Montegalda (Vi) nata nel 1840, una tradizione secolare che punta sulla finezza dei profumi e sul gusto morbido dei suoi distillati.

Questo il menu, provato a lungo, proposto ai tavoli di soci e amici.

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Per aprire l’appetito, se mai ce ne fosse stato bisogno, si inizia con un aperitivo Americano creato con Vermouth rosso e Bitter, anch’essi Brunello, accompagnati da caldo panepizza con i due speciali impasti che Gianmichele usa.

carne salada

Per antipasto “carne salada”, una preparazione tipica del Trentino, condita con olio evo, aromi e grappa Fior d’Arancio che l’accompagnava, una grappa giovane, quindi bianca non affinata, da vinacce di Fior d’Arancio Docg dei Colli Euganei che col suo profumo di Moscato Giallo e la sua alcolicità impreziosiva il piatto semplice.

Casarecce ai funghi

Il primo: casarecce fresche con misto di funghi, listarelle di prosciutto crudo Selva Nera, parmiggiano, innaffiate ed accompagnate da Grappa di Zibibbo di Pantelleria a marchio Forneria Messina; le casarecce come le tagliatelle sono home made, un gusto equilibrato ed intenso degli ingredienti in una cremosità golosa. Il profumo aromatico della grappa si sposava perfettamente col gusto deciso dei porcini, facendone un piatto che sarebbe da replicare a menu.

Stinco

Il secondo: stinco di prosciutto di maiale inizialmente cotto a bassa temperatura, marinato nel vino, spolverata di aromi, doratura finale al forno con grappa La Scura, invecchiata 3 anni da vinacce rosse venete miste, servito con gustosi spicchi di patate avvolti da una panatura sabbiosa insaporita con un trito di erbe aromatiche. Lo stinco risultava così tenero che si tagliava con un grissino, buonissimo, la forza della grappa lo sosteneva con un abbinamento perfetto.

Grappamisù

Per dessert: Grappamisù, un tiramisù aromatizzato alla grappa di Zibibbo con biscotto savoiardo della Forneria.

Tra una portata e l’altra Paolo Brunello ha raccontato la storia della sua distilleria, illustrando la loro attenzione nel distillare lentamente vinacce fresche e sane con una temperatura di 103° e una pressione di soli 0,3 bar per estrarre i profumi al meglio.

Federico Marino nel campo di tabacco

Siccome la grappa si sposa bene con i sigari la serata è stata rallegrata dai sigari siciliani di Federico Marino. L’azienda di Marino, Italian Cigar Group, produce il suo tabacco Kentucky nelle campagne di Bagheria, questo unito a tabacco Nicaraguense crea gli unici sigari al mondo così fatti nei due tipi Efebo e Nicita che anche se in piccola produzione sono apprezzati in tutto il mondo. Per l’occasione Marino ha offerto dei nuovi sigari in fase ancora di sperimentazione, anch’essi aromatizzati alla grappa.

Giudizio sui particolari abbinamenti? Cucinare con le grappe, come col vino o col cognac, è una procedura valida perchè il cibo è arricchito dell’alcol ma specialmente dei profumi intensi che specie le grappe aromatiche o affinate sanno dare. Se poi si abbina il piatto alla stessa grappa l’unione è perfetta perchè l’alcol a circa 40° pulisce la bocca dando una sensazione appagante e invitante. Ma niente paura di eccedere con l’alcol, la quantità di grappa è minima, pochi millilitri, equivalente a meno di un calice di vino. Avendo sete il risultato è che si beve più acqua, ma questa non dà alla testa.

La cucina della Forneria Messina, dove tra i fornelli regna Lorena, ancora una volta si è rivelata gustosa, golosa, dai prezzi moderati, un’esperienza da provare specie se si è un pò stanchi di fantasie gourmet e si desidera godere di una buona pietanza come si faceva una volta.