La Malvasia è un vino dolce ricavato da vitigni importati e naturalizzati nelle isole, apprezzato fin dall’antichità, in passato veniva commercializzato nei paesi del Mediterraneo e oggi è conosciuto in tutto il mondo.
Oggi la Malvasia è stabilmente prodotta nelle isole è costituisce uno dei vini più pregiati ed esclusivi del mondo, lo si produce infatti solo nelle Eolie e in poche altre isole del Mediterraneo: in Sardegna, a Creta, a Madeira e nelle Canarie; originaria del Peloponneso sud-orientale, la malvasia deriva il suo nome da un piccolo centro omonimo sulla costa, situato su un promontorio alto 300m, in vicinanza dell’antica Epidaurus Limera, nel nomos di Laconia ( in greco Monemvasia o Monembasia).
Come si produce la Malvasia
Le uve vengono coltivate a pergolato basso o a filare, i grappoli sono raccolti a sovramaturazione e dopo essere stati ripuliti dagli acini guasti, secchi o immaturi, vengono esposti al sole per 10-15 giorni su dei graticci detti “cannizzi”, ogni sera i cannizzi vengono posti al riparo. Dopo la torchiatura si lascia fermentare il vino in fusti di non oltre 10 ettolitri, in seguito viene travasato in botti e successivamente tagliato e affinato dalle sapienti mani degli specialisti, fino ad ottenere un vino che è un vero “nettare degli dei”.
La Malvasia di Salina
Salina è la seconda isola più grande dell’arcipelago delle Eolie dopo Lipari. Tra tutte le isole, è certamente quella che più delle altre ha saputo salvaguardare e valorizzare la produzione del vino Malvasia. Il vitigno malvasia fu importato nelle Lipari, secondo Diodoro Siculo, dai primi colonizzatori greci intorno al 588 avanti Cristo, e probabilmente le prime barbatelle di Malvasia furono impiantate a Capo Gramignazzi a Salina alla fine del diciottesimo secolo.
Sono tredici le cantine attualmente presenti a Salina di cui si possono acquistare le etichette negli shop o provarle nei ristoranti dell’isola ma per vivere un’esperienza unica ed emozionante, dovete assolutamente andare a visitarle per parlare con i produttori e leggere attraverso i loro occhi l’amore per la propria terra e per bere nei calici un sorso di Salina. Di seguito Vi segnaliamo i nostri migliori assaggi.
Caravaglio Vini
In occasione della visita alla cantina di Nino Caravaglio non mettetevi l’orologio. La sua passione per il proprio lavoro vi coinvolgerà così tanto da impedirvi di avere impegni successivi. Non a caso l’abnegazione per il proprio lavoro è valsa il riconoscimenti per l’Infatata 2019 da parte di Slow Wine, edizione 2021, come Top Wine – Vino Quotidiano e la Golden Star da parte della guida Vinibuoni d’Italia 2021 del Touring Club Italiano. Un vino bianco secco, composto interamente da uva Malvasia di Lipari, coltivata sull’isola di Salina. Una meravigliosa espressione del territorio eoliano in cui i profumi di erbe e fiori di campo si mischiano a sentori agrumati e regalano in bocca un sorso di grande freschezza e mineralità.

Dalla prestigiosa guida dei vini Veronelli Tre Stelle Oro per il vino passito Malvasia delle Lipari Caravaglio 2018. Ambrato con riflessi dorati, luminoso e cristallino. Un caleidoscopio di profumi: datteri, albicocche secche, fichi, uva sultanina, vaniglia. Un vino dolce fresco ed elegante che non risulta stucchevole. Chiude con un finale lungo con piacevole nota sapida. Una volta lì dovete assolutamente assaggiare L’Occhio di Terra Malvasia. Un vino bianco secco dal colore oro antico, ricco di profumi che si sprigionano lentamente come da uno scrigno. Al naso evidenti profumi floreali di zagara, note agrumate di pompelmo rosa e cedro e ciuffi di erbe aromatiche mediterranee come salvia, timo e rosmarino. In bocca il sorso è ricco e avvolgente con elevata sapidità che dona al palato una irresistibile freschezza. Il Palmento di Salina, bend di Corinto Nerello Mascalese, Nero d’Avola e Nocera. Un “rosso non rosso” che al naso offre profumi di rosa canina, melograno e marasca. In bocca il sorso è pulito e sapido, dal tannino elegante e una buona spalla acida che ne sorregge il finale lungo. Ma non è tutto. Dal 2018 Caravaglio conduce in un cratere un vigneto storico, con vigne tutte franche di piede che superano i 100 anni di età, con eventuale riproduzione tradizionale: la vite in funnu. Restaura il vigneto, che torna in produzione dal 2020. Ogni lavorazione è rigorosamente manuale. Nasce da qui Scampato, Corinto nero in purezza. Colore rosso profondo, profumo di frutti di bosco e more selvatiche, in bocca il sorso è vellutato ed elegante e si imprime a lungo al palato.
Via Provinciale, 33
98050 Malfa ME
339/8115953
Cantina Colosi
L’azienda agricola Colosi con i suoi 10 ettari di vigneto compreso tra Capo Faro e Porri, è fra i produttori più rappresentativi dell’isola di Salina. La zona è considerata tra le migliori sia per l’esposizione, che per la natura chimico-fisica del terreno di origine vulcanica.
L’impianto dei vigneti è stato realizzato a terrazze ripristinando i vecchi muri a secco e comprende i vitigni tipici della viticoltura isolana mediterranea: Corinto Nero, Nerello Cappuccio, Nerello Mascalese, Inzolia, Catarratto e Malvasia. Quest’ultimo, senza dubbio, rappresenta il vitigno principe di tutta la produzione enoica del territorio e dell’azienda Colosi.
La cantina di vinificazione Colosi è letteralmente immersa nei vigneti, parzialmente interrata al fine di rispettare le rigide normative che tutelano il territorio e l’ambiente paesaggistico dell’arcipelago eoliano. Tale ubicazione consente di mantenere una temperatura costante, idonea all’ottimale conservazione dei vini.

Nel rispetto della millenaria tradizione enologica dell’Isole Eolie nasce il Vino Passito Najm Malvasia delle Lipari DOC dal sapore caldo e vellutato con una leggera tannicità, dall’ottima struttura e grande equilibrio. Colore dorato tendente all’ambra con un bouquet di frutta fresca che varia dall’albicocca al fico, miele, mandorle seguite da sensazioni floreali di gelsomino. Si sposa bene con dolci secchi e cucchiaio. Perfetto con formaggi erborinati. Ottimo vino da dessert e da meditazione.
Via Nazionale, 80
98050 Malfa- Salina (ME) – Isole Eolie
Tel. +39 090 9385549
Eolia Salina
Se è vero ( e lo è) che dall’amore può nascere anche un’attività lavorativa, quella di Natascia Santandrea e Luca Caruso è una storia emblematica che lo dimostra. Fiorentina lei, eoliano lui, due mondi che si incontrano ( nel lontano 2016) e che portano alla nascita di EOLIA, progetto che nasce ufficialmente nel 2020, durante un’estate difficile e, al tempo stesso, ricca di speranza. A raccontare la storia sono loro stessi: Natascia Santandrea, motore pulsante dell’azienda vitivinicola, assieme a Luca Caruso, suo compagno di vita e d’impresa. È nel 2020 che il sigillo al progetto viene posto e che parte la prima vendemmia, difficile, come tutti gli inizi, ma piena di aspettative e voglia di fare.
Si inizia con Bianco V, che è l’etichetta di Malvasia di Lipari, con le uve che provengono da Valdichiesa, per questo si chiama semplicemente V, così come il Bianco M sta per Malfa, altra zona di Salina da dove provengono le uve di Malvasia di Lipari, Catarratto e Inzolia, su un appezzamento a 200 metri sul livello del mare, con vigne vecchie di oltre 45 anni. Nel 2020 si vinifica anche una piccola quantità di uve rosse, sufficiente per riempire una botte da 15 ettolitri di rovere francese, in cui il vino riposa per almeno 12 mesi. È questo il Rosso CN, dove le iniziali richiamano il Corinto Nero, autoctono a cui si aggiunge una piccola percentuale di uve di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio.

In primavera 2024, infine arriva anche un rosato Igt Terre Siciliane. Una splendida interpretazione del Corinto Nero in “abito rosa” in cui la coerenza gusto-olfattiva e la sapidità ed eleganza del sorso sono i descrittori principali. Descrittori che accomunano anche gli altri vini in cui la coerenza, la personalità e la riconoscibilità sono i caratteri distintivi di un percorso ben studiato in cui nulla è lasciato al caso. La passione iniziale, infatti, nel tempo ha lasciato spazio anche alla competenza e professionalità. Oggi infatti ad affiancare Natascia e Luca vi è Marco Gargano, giovane enologo siciliano rientrato nella sua terra dopo esperienze all’estero con tanta voglia di valorizzare i vini made in Sicily.
Via Rotabile 156 98050 Leni (ME)
Salina, Isole Eolie -Sicilia
Tel 389 939 9970
Carlo Hauner
Qualsiasi impegno abbiate, non potete lasciare l’isola senza avere assaggiato un sorso di Malvasia delle Lipari di Carlo Hauner. Lui bresciano di origine boema trapiantato nelle Eolie, patròn dell’azienda agricola che porta il suo nome. L’estro creativo che lo vede, da giovane, pittore, e designer in età matura, la passione per l’enologia rappresenta l’ulteriore sfida di una vita intensa ed interessante. Vino accattivante dall’inizio, con uno splendido color oro brillante. Al naso è intenso e va dalla frutta fresca matura come albicocca, fichi e nespole a sentori speziati di lavanda e timo con finale lievemente mandorlato. Il sorso è dolce e immediato la cui grande sapidità e freschezza ne prolunga la persistenza. Un’esperienza sensoriale difficile da dimenticare.

Sono tante altre le etichette da degustare e, dal prossimo autunno, un nuovo nato: lo Chardonnay proveniente da uve coltivate a Vulcano dove Hauner ha deciso di investire. Ma questa è tutta un’altra storia che vi racconteremo presto. Intanto ci godiamo lo splendido paesaggio bevendo un sorso di Malvasia.
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Via Umberto I Santa Marina Salina
98050 Santa Marina Salina ME
Tel: 090 984 3141
Fenech
Quando andrete a trovare Francesco Fenech fatelo a stomaco vuoto perché oltre ai vini, vi farà assaggiare una sostanziosa insalata eoliana, bruschette con patè di capperi, olive strepitose e biscottini regina (che chiama sesamini). E poi? E poi vi mostrerà orgoglioso il suo “Maddalena” che oltre ad essere il nome della figlia, contiene la doppia “d” che richiama quella di Dydime, primo nome di Salina. Appena lo berrete vi sembrerà di avere in bocca il mare di Salina, fresco, limpido e sapido, e non farete in tempo a buttarlo giù che il vostro palato ve ne chiederà ancora. Tuttavia non ci resterà male se ingurgirete un sorso di “Desiato”, il primo passito rosso Corinto Nero in purezza delle Isole Eolie che deve il suo nome e la sua etichetta al maestro Andrea Camilleri che, dopo il primo assaggio, essendosene innamorato, così lo ha battezzato.

Il suo colore rosso granato profondo e gli Intensi profumi di frutta rossa sotto spirito con marcati sentori vanigliati insieme ad eleganti note di cioccolato e liquirizia uniti al suo sapore dolce e aromatico, con piacevole e persistente retrogusto tostato, vi faranno comprendere perché il maestro Camilleri lo abbia definito “oggetto di desiderio”. Dulcis in fundo arriva la Malvasia delle Lipari di un bel colore ambrato brillante. Al naso fichi secchi, datteri e albicocche disidratate. In bocca dolce ma non stucchevole grazie al sorso fresco sorretto da una intensa spalla acida che ne allunga la persistenza. Gran finale a sorpresa, poi, se avrete la fortuna di assaggiare il limoncello Bio prodotto in quantità esigue, con I limoni isolani di cui conserva integra l’intensità gusto-olfattiva e una sorprendente cremosità che richiama la polpa dell’agrume. Esperienza sublime.
Via Fratelli Mirabito, 41
98050 Malfa
Tel: 090 984 4041
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Come si degusta la Malvasia
E’ un vino da dessert che va servito ad una temperatura non oltre 8/10°C in un bicchiere a tulipano, va accompagnato ad una pasticceria secca, tipici sono i “sesami” e “peparelli”, viene chiamato anche “nettare degli dei”, ha un colore giallo-dorato tendente all’ambrato, profumo intenso, floreale e un sapore dolce, dove è possibile sentire i datteri, l’albicocco maturo e perfino il miele, che lascia nel retrogusto delle note floreali.





