A pochi chilometri da Castelbuono, nel parco delle Madonie, un piccolo borgo siciliano ha deciso di puntare tutto sull’ospitalità diffusa per rilanciare lo sviluppo turistico e valorizzare il suo patrimonio storico-culturale.
Si tratta di Isnello, cittadina di un migliaio di abitanti, a mezz’ora d’auto da Cefalù e a pochi chilometri da Castelbuono, nel parco delle Madonie famosa per ospitare il Centro astronomico internazionale per le scienze astronomiche “Gal Hassin” attivo dal 2016.
L’idea dell’ospitalità diffusa nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Marcello Catanzaro, di mettere a disposizione dei visitatori il patrimonio immobiliare sfitto ed al contempo di metterlo a reddito.
“L’idea – spiega Luciana Cusimano, assessore alla cultura, alle politiche giovanili e ai servizi turistici – nasce con l’Università europea del turismo di Cefalù con la quale abbiamo stipulato un protocollo d’intesa che prevede la nascita di una cooperativa di comunità con accesso libero, che ha il vantaggio di avere un fine solidaristico, una durata illimitata e l’opportunità di portare avanti progetti legati alla sostenibilità ambientale. Isnello vuol mantenere la propria identità e il valore della propria comunità”.
“All’iniziativa hanno già aderito – dice Cusimano – una decina di proprietari, 1 casa sarà fungerà da reception con spazi per la prima colazione e al momento gli altri appartamenti potranno mettere a disposizione una trentina di posti-letto. Abbiamo fatto già delle riunioni e le case sono già pronte”.
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STORIA
Immerso nello scenario naturale del Parco delle Madonie, l’antica “Menzil al Himar” come veniva chiamato durante la presenza araba, è un incantevole borgo caratterizzato dall’atmosfera di luoghi che sembrano non essere stati toccati dal passare del tempo.
Archeologicamente vede i primi insediamenti nel periodo Eneolitico documentato dal ritrovamento di numerosi reperti nelle grotte del territorio. I ruderi dell’Eremo di San Leonardo e del castello che sovrasta l’abitato testimoniano la presenza bizantina nell’VIII secolo. In epoca normanno-sveva il territorio di Isnello diventa Regio Demanio ed il centro abitato si accresce attorno al nucleo del Castello posizionato alla sommità di un costone calcareo dominante sul territorio e difficilmente accessibile, controllava in origine, un antico borgo rurale.
Non a caso Carlo Levi lo definisce “paese antichissimo e perciò pieno di profonda nobiltà” nel suo capolavoro scaturito dal suo viaggio in Sicilia “Le parole sono pietre”. (Einaudi 1955)
PATRIMONIO ARTISTICO-CULTURALE
I luoghi sacri sono i principali tesori d’arte come la Chiesa del Rosario dove si conserva la quattrocentesca Pala d’Altare probabilmente dell’autore fiammingo Simone de Wobreck, nella Chiesa Madre dedicata al patrono San Nicola di Bari è conservato il Tabernacolo marmoreo di Domenico Gagini del cinquecento.
La Chiesa di Santa Maria Maggiore domina lo scenario con la policroma guglia del campanile ricoperta da maioliche dove si conservano preziose tele del ‘700, una Croce pensile bifrontale del ‘400 e un Crocifisso ligneo del 1635.
Lasciano senza fiato gli affreschi della Chiesa di san Michele Arcangelo del XIV secolo con opere dello scultore di Polizzi Generosa Pietro Bencivinni, mentre opera dello scultore locale Pietro Giambelluca è la Madre delle Madonie che si ammira sul belvedere, fusa in bronzo, posta ad accogliere chi arriva all’ingresso del paese.

A queste straordinarie opere artistiche non manca l’immenso paesaggio naturalistico dominato dal Monte Mufara, la seconda vetta dell’Isola dopo l’Etna che si lega profondamente con il famoso “Museo trame di filo” dedicato all’antico artigianato tessile e delle trine e il Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche “GAL Hassin”, ormai punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione scientifica, che ha ottenuto l’anno scorso la certificazione “Star Light” per il cielo con il minore impatto di inquinamento luminoso.
TRADIZIONI GASTRONOMICHE
Diverse sono le ricette tradizionali legate alla stagionalità come la preparazione delle “corna” biscotti ripieni dalla tipica forma che vengono realizzati con una frolla farcita con un impasto di fichi secchi, mandorle, marmellata, uva passa e buccia di mandarino e ricoperti di glassa di zucchero realizzati durante il periodo natalizio.
Seguono altri piatti come: la frittedda di fave, piselli e carciofi, i cudduruna di pane fritto, i dolci “pupi cu l’ova” di Pasqua, il risotto con finocchietto e mollica.





