L’Azienda agricola Neroli Bio Relais ha organizzato una giornata dedicata al tartufo uncinato siciliano.
Neroli Bio Relais si trova in un casale storico di fine settecento, appartenuto in origine alla confraternita di San Placido, dell’ordine monastico dei Benedettini. In quest’antica masseria nata come palmento, i monaci gestivano anche la “Giaretta” un’imbarcazione da fiume, una zattera che serviva ad attraversare il fiume Simeto da una sponda all’altra, dopo il pagamento di un pedaggio.
Rimangono ancora del cenobio: una cappella, dove si praticavano i riti religiosi, le celle del dormitorio (al piano superiore), che sono state mantenute inalterate nelle forme e nella pavimentazione (seppur riadattate per l’uso agrituristico), il pozzo per l’acqua ed il lavatoio (posti all’esterno).
Fino ai primi del 900′ la vocazione agricola era vitivinicola, ma dopo la fillossera le varietà colturali vennero sostituite con gli agrumi, solo recentemente sono stati introdotti vitigni di frappato e grillo, 400 piante di ulivo di nocellara etnea, con cui si produce olio munito di certificazione biologica, un orto stagionale biologico e un allevamento di galline che completano l’assetto dell’azienda agricola di 18 ettari, che rimane prevalentemente basato sull’agrumeto di arancia tarocco a polpa rossa.

Fino alla pandemia di COVID-19 la denominazione aziendale era Tenuta Giarretta e garantiva un servizio di ristorazione per gli ospiti che venivano a soggiornare. Ma, dopo la ristrutturazione del cenobio, avvenuta nel periodo del COVID-19, è stata creata un’altra entità, denominata Nèroli Bio Relais, utilizzando le 10 stanze del cenobio ristrutturate e riarredate ed una cucina rimodernata. Nèroli è il nome di un’essenza che si estrae dalla zagara delle arance e costituisce la base principale base dei profumi di qualità, con richieste provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto dalla Francia.
Nel ristorante viene privilegiata la scelta di piatti stagionali della tradizione contadina, a volte con una sobria rivisitazione, affidata alla mani esperte del cuoco acese Mimmo Salanitri.
Ed ecco i piatti elaborati da Mimmo per la giornata dedicata al tartufo siciliano.
Il pane ed i grissini preparati rigorosamente (compreso quindi il germe del grano) con farina integrale di grano Matteo (sono stati serviti con le olive “cunzate” dell’azienda agricola.

Fiore di pane con fonduta di parmigiano pomodorino confit e scaglie di tartufo nero uncinato siciliano: un insolito, quanto gustoso, antipasto, in cui l’eccessivo ricorso al pomodorini confit, ha coperto il gusto degli altri vegetali presenti nel piatto.

Risotto al tartufo nero uncinato tecnicamente perfetto, con una leggera prevalenza dei grassi di cottura.

Maialino dei Nebrodi sotto vuoto cotto a bassa temperatura con salsa al tartufo nero siciliano e patate rostì: un piatto di rara maestria e delicatezza, in cui il tartufo ha esaltato il gusto della carne, seppur con un debito nel gioco delle acidità.

Cannolo scomposto della dispensa con ricotta di pecora di Castel di Judica e miele di arancio di ape nera sicula, con tartufo nero uncinata dei Nebrodi: una crema di ricotta delicata ed arricchita da un fantastico miele, in cui il sapore di tartufo era notevolmente presente. Ottimo!
Il pranzo è stato accompagnato a tutto pasto da una bottiglia (scelta da me) della cantina personale del cortesissimo titolare, Ivan Pinieri. Durante le calde giornate di agosto misto ai profumi della campagna siciliana, sembra di avvertire l’odore d’incenso spandersi nell’aria dalla combustione di minuscole simetite (la più giovane delle ambre, poiché si è formata circa 26 milioni di anni fa, in piena epoca miocenica) bruciate in religioso silenzio dai monaci prima di celebrare i loro riti religiosi. Veramente fantastico!
NEROLI BIO RELAIS – DISPENSA GIARRETTA RESTAURANT
Contrada Orfanelle – Barca dei Monaci snc, Belpasso CT
Tel. 349 401 3064 / 340 6117941
nerolirelais.com





