Non c’è dubbio che il personaggio del momento, nell’universo della tv gastronomica italiana, è la siciliana Giusina Battaglia protagonista di successo sia in televisione con i suoi programmi sia in libreria con i suoi libri con protagonista la cucina siciliana. A lei a dedicato un articolo Vanity Fair.
Una carriera televisiva nata per caso e per gioco ma che in pochissimi anni ha portato Giusina Battaglia ad essere un volto televisivo di successo e molto amata dagli italiani. Giusina, infatti, prima del successo mediatico era una stimata professionista che con la sua agenzia gestiva la comunicazione di personaggi del calibro di Benedetta Parodi, Antonino Cannavacciuolo, Enzo Miccio e Ficarra e Picone solo per citarne alcuni. Un giorno, durante il lockdown che costrinse il mondo e l’Italia alla chiusura, Gesualdo Vercio, senior programming director di Real Time e Food Network e siciliano come lei, contattò Giusina, che si dilettava nei sui social a condividere ricette di cibi siciliani, per proporle un programma con un format inedito, dal taglio intimo, girato in una cucina semplice e senza grosse pretese con protagonista la cucina siciliana. Da lì nasce il successo inarrestabile di “Giusina in cucina”.
Nei giorni scorsi Vanity Fair, famoso magazine di costume, cultura e moda, ha dedicato un articolo proprio a Giusina Battaglia in occasione dell’uscita in libreria del suo nuovo libro, ” Viaggio in Sicilia” con protagonista lo street food siciliano, e del nuovo programma televisivo, in onda dal 27 ottobre su Food Network insieme a Paolo Briguglia, intitolato “Ci vediamo al bar – Sapori di Sicilia in sfida”. Protagonisti sia del libro che del programma televisivo alcune prelibatezze della cucina siciliana come l’arancina, il cannolo, lo sfoglio delle Madonie, la pizzetta e i vari tipi di calzoni.
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L’articolo si sofferma sulle ricette e la preparazione di alcuni prodotti tipici dello street food siciliano come le pizzette di sfincione presenti in molti bar e gastronomie, i pitoni messinesi, deliziosi calzoni fritti tipici della provincia di Messina ripieni con scarola riccia, pomodorini, primo sale o tuma nella versione tradizionale ma che vengono fatte anche con altri sfiziosi ripieni e infine l’arancina ma non quella tradizionale bensì quella dolce al cioccolato tipica della festività di Santa Lucia a Palermo





