La Sicilia è una terra ricca di verdure selvatiche, tradizionali e antiche, che hanno contribuito in modo significativo a soddisfare i bisogni alimentari dell’uomo in tutto il corso della sua storia. Esse infatti costituiscono una tra le più importanti risorse naturali di cui dispone un territorio anche ai fini di un suo sviluppo sostenibile, coerente con i bisogni futuri dell’uomo oltre che con quelli attuali.

Negli ultimi anni sono moltissime le persone che si recano sempre più frequentemente, soprattutto durante i fine settimana, nelle campagne, negli incolti, nei pascoli, nelle praterie montane e nei boschi a raccogliere verdure e frutti selvatici che spontaneamente la natura ci offre.

Questa nuova tendenza, riveste notevole importanza in quanto può concretamente contribuire sia alla conoscenza, alla tutela e alla razionale valorizzazione della biodiversità dei nostri territori, sia allo sviluppo e all’affermazione delle aziende agricole multifunzionali. Gli anziani e gli esperti che a vario titolo hanno ancora legami con la campagna le riconoscono, le sanno raccogliere e trasformare in piatti secondo consolidate metodologie e ricette tradizionali. Le verdure selvatiche (circa duecento entità) rappresentano ancora oggi una importante risorsa per il territorio in cui crescono in quanto possono arricchire la tavola di sapori forti, decisi, amari o delicati che conferiscono al palato sensazioni uniche e particolari: rustiche, primitive, grezze ma genuine, in grado di riconciliare l’uomo con la natura.

Accanto a verdure tuttora conosciute da buona parte della popolazione (Borragine, bietole selvatiche, cicorie, cavoli, cardi, ecc.) figurano verdure ormai quasi del tutto ignote alla maggior parte dei cittadini, cioè le cosiddette verdure antiche, tra le quali si ricordano: la Rapa selvatica (Sinapi) dal caratteristico sapore amarognolo; il Crescione (Crisciuni), conosciuto fin nell’antichità e ricco di pro–vitamina A, vitamine C e B9, ferro, magnesio, zinco e luteina; la Cardogna (Scoddi), un’eccellente verdura assai apprezzata dai palati più fini; l’Onopordo (Napruddi, Napordi); il Fiordaliso stellato (Aprocchi ri picurara, Sciaccabilici), indicata nei casi di inappetenza, di influenza e di disordini epato–biliari; il Cardo selvatico (Carduna sarvaggi), il cui consumo favorisce l’aumento del flusso biliare e della diuresi e riduce il tasso di colesterolo; il Corinoli arrotondato (Casesi) consumato come antipasto nel solo paese di Isnello (PA), e tante altre ancora.

Le verdure spontanee, pertanto, raccolte sapientemente da mani esperte, possono diventare ingredienti sani e genuini per prelibate ricette locali, tradizionali e antiche, fondamentali per il rilancio o il potenziamento di una ristorazione di qualità legata a doppio filo al bioterritorio. Le verdure selvatiche rappresentano, infatti, gli ambasciatori migliori del luogo in cui vivono: esse sono in grado di far gustare ai turisti il territorio attraverso le molteplici preparazioni gastronomiche locali, espressione di una solida e stratificata tradizione culturale. Le verdure spontanee parlano al cuore rispolverando i nostri lontani ricordi di piante selvatiche da scoprire nel corso di meravigliose passeggiate in cui assaporare il paesaggio della nostra terra, i suoi profumi e i suoi colori; di piatti antichi e preziosi che custodiscono saggezze remote da recuperare e degustare insieme in allegria, gusti che riportano alla memoria i nostri affetti lontani e mai perduti; di informazioni, suggerimenti, consigli e procedure da consegnare ai neofiti che vogliono innamorarsi della nostra biodiversità, delle nostre tradizioni e dei nostri territori; di esperienze da presentare al visitatore per invitarlo a mangiare come una volta, a nutrirsi delle emozioni di altri tempi ancora vive e presenti nei piccoli centri dell’entroterra siciliano.

Insieme agli amici appassionati, ai responsabili delle aree naturalistiche ed ai Gruppi di Azione Locale (GAL) abbiamo avuto l’occasione di condividere la presentazione del libro *, edito dall’Idimed (Istituto della Dieta Mediterranea), da cui questo articolo è tratto nel corso di alcuni momenti di festa nei quali abbiamo degustato le ricette e discusso sull’approccio culturale e alimentare della pubblicazione. 

“Verdure Selvatiche di Sicilia. Guida al riconoscimento, alla raccolta e alla preparazione” a cura di Rosario Schicchi e Anna Geraci, Edizioni Idimed, settembre 2015, Officine Grafiche Pezzino, Palermo