Vicari, paese del Sole

Visitare posti nuovi, originali, ricchi di storia, tradizione, beni culturali e architettonici, crediamo sia un po’ il desiderio del moderno turista viaggiatore. Luoghi dove passato e progresso si mescolano in maniera tale da creare incantevoli e incomparabili bellezze paesaggistiche. Vi invitiamo a visitare Vicari, un piccolo comune della Provincia di Palermo, che ancora oggi riesce a mantenere intatti la suggestione e il fascino dell’antico borgo rurale. È raggiungibile dalla SS121 Palermo-Agrigento, a 52 Km dal capoluogo siciliano, imboccando l’uscita per Vicari e attraverso la SP124, percorrendo 3 km, si giunge a destinazione.

Il viaggiatore che arriva a Vicari rimane affascinato dal paesaggio intervallato da colline, dossi, campi coltivati dai colori cangianti. Un fantastico scenario naturale con orizzonti che invitano alla sosta e all’ammirazione di una natura incontaminata che domina gli spazi circostanti, un posto dove sembra di toccare il cielo e dominare a 360 gradi l’intera valle, dove si possono ammirare panorami e tramonti mozzafiato. La sua posizione, infatti, considerata strategica per difendere la valle, ne fece un importante centro nei processi storici e antropologici del territorio circostante.

Il Castello di Vicari

Il passato di Vicari è alquanto nobile e conserva ancora oggi tracce delle varie popolazioni che lo hanno influenzato: dai greci ai romani, dagli arabi ai normanni. Vicari è conosciuta in tutto il mondo come “Paese del Sole”, difatti il proverbio “C’è suli a Vicari” (C’è il sole a Vicari) è diffuso in tutta la Sicilia. Tale proverbio, deriva dal fatto che la posizione del paese (in cima ad una collina) e la sua esposizione fanno sì che il sole tramonti più tardi rispetto ad altri comuni circostanti e trae origine dai tempi in cui i contadini non possedendo orologi, per orientarsi sull’orario lavorativo, facevano fede al sole che batteva sulla merlatura del Castello.

L’impianto urbano del centro storico è medievale con un gran numero di vicoli che si snodano assecondando la natura del terreno e percorrerli ci consente di vivere le emozioni di un tuffo nel passato e al tempo stesso trasferisce una carica di energia e vitalità. Emblematica testimonianza della dominazione araba a Vicari è “La Cuba” utilizzata in origine come cisterna. Una struttura, all’interno del quartiere Ciprina, ancora intatta e ben conservata nella quale spicca la copertura a cupola e le quattro aperture ad arco rivolte verso i punti cardinali. Una presenza elegante che, seppure di piccole dimensioni, non passa di certo inosservata.

La Cuba Araba

L’attrattiva principale del Comune è certamente il Castello, che domina incontrastato su Vicari, la cui prima notizia certa risale al 1077 quando Ruggero d’Altavilla si fermò a Vicari. Dal Castello di Vicari è passata, da allora, buona parte della storia delle famiglie nobiliari della Sicilia. La posizione panoramica del Castello, esposto ai quattro punti cardinali, è straordinaria: da qui si riesce a vedere oltre che il centro storico di Vicari anche tutto il territorio circostante e addirittura il mare guardando in direzione di Caccamo. Ad oggi, del Castello rimangono visitabili alcune sezioni: una parte delle mura merlate, alcune vestigie delle cisterne, la torre del mulino e i resti della postierla, ossia la porta che venne denominata “fausa”(falsa), in quanto consentiva di abbandonare di soppiatto il bastione mediante una scaletta intagliata sul vertiginoso dirupo. Durante i lavori di restauro, gli ultimi scavi archeologici hanno portato alla luce diverse strutture dimenticate per troppo tempo, come una delle più antiche chiese d’Europa frutto della sovrapposizione di tre impianti architettonici distinti risalenti a partire dall’anno Mille. Nei dintorni del Castello vi è il Museo archeologico Comunale dove sono custoditi e visitabili i reperti del castello. A gestire il Museo è la locale sezione della locale Pro Loco, molto attiva nella promozione e nelle attività di fruizione turistica del borgo.

Notevole è lo sforzo compiuto da tutta la Comunità per valorizzare e qualificare l’offerta culturale per rendere fruibile l’immenso patrimonio architettonico e storico del borgo – dichiara il sindaco di Vicari Antonio Miceli ed è forte la determinazione per rendere Vicari un forte attrattore turistico. L’azione di programmazione dell’amministrazione in questi anni è riuscita ad attrarre risorse importanti per la riqualificazione del nostro patrimonio culturale, dal Castello, alla costituenda Pinacoteca, al Teatro della Libertà“.

SEGUI L’INTERVISTA AL SINDACO DI VICARI, ANTONIO MICELI:

La notorietà di Vicari, la sua identità e il suo patrimonbio storico-architettonico-culturale non si limitano esclusivamente al suo Castello, difatti nei misteriosi vicoli del centro storico si susseguono belle case a corte ed edifici baronali, a testimonianza della storia nobile e prestigiosa del borgo. Tra questi, il più vasto e architettonicamente rilevante, è il Palazzo Pecoraro – Maggi. Un tempo residenza di una delle famiglie più importanti del paese, i Pecoraro appunto, che vissero a Vicari per ben quattrocento anni, dal XVII secolo fino alla fine degli anni Settanta del secolo scorso. Il Palazzo, finemente arredato con mobili d’antiquariato e dall’atmosfera suggestiva grazie anche alla bellezza dei dettagli della pavimentazione, fu acquistato nel 1997 dall’amministrazione comunale. Oggi è sede della Biblioteca e di altri uffici comunali in seguito ad un recente restauro che ha restituito eleganza all’edificio.

Palazzo Pecoraro-Maggi

E propriamente Palazzo Pecoraro-Maggi sarà sede della costituenda Pinacoteca comunale che sarà a breve inaugurata, grazie al finanziamento concesso dal G.A.L. Metropoli Est al Comune di Vicari, con fondi del PSR Sicilia 2014-2020.

Attraverso la misura 7.5 del nostro Piano di Azione Localesostiene il Direttore del G.A.L. Salvatore Tosi è stato approvato il Progetto “Vicari nell’arte” che restituirà lustro al Palazzo e darà alla fruizione museale 8 tele di notevole dimensione del periodo che va dall’inizio del’600 alla fine del XVIII secolo“.

La Pinacoteca conterrà opere frutto di un lavoro di catalogazione dell’Arch. Livia Realmuto di concerto con l’amministrazione comunale e la disponibilità della Diocesi di Palermo che li ha concessi in comodato d’uso per il restauro e le tele sono dall’indubbio e assoluto valore artistico-storico-culturale e di pregevole fattura.

“Faranno parte di questo primo nucleo della Pinacoteca – sostiene il progettista l’Arch. Daniele Di Marzo – il quadro “La Discesa dello Spirito” dell’artista Vincenzo Barbera datato 1605, due tele raffiguranti l’Addolorata risalenti al’600 e infine un ciclo di 5 opere di Fra’ Felice di Sambuca (Sambuca di Sicilia 1734 – Palermo 1801) al secolo Gioacchino Viscosi, frate dell’Ordine dei Capuccini di grande fama artistica che lo portò ad operare anche a Roma e in Toscana, grazie all’intensità emotiva che traspariva dai suoi quadri”.

Da annotare tra gli attrattori culturali del borgo medievale, il “Teatro della Libertà” ricavato dalla rifunzionalizzazione della vecchia Chiesa sconsacrata di “S. Leonardo”, acquisita al patrimonio del Comune e oggetto oggi di un finanziamento da parte dell’Assessorato ai Beni Culturali per un’opera di restauro.

Il Teatro della Libertà

Da visitare la Chiesa Madre ubicata nel quartiere “Terravecchia”, l’antico nucleo abitativo di Vicari. L’edificio religioso fu costruito intorno al 1200 e presenta un impianto a croce latina con tre ampie navate. Di particolare pregio, il pulpito in legno e diverse opere d’arte di pregevole valore attribuite a Pietro Novelli e alla scuola Gaginiana.

Vicari non va visitata solamente per i suoi attrattori culturali, ma possiede anche una gastronomia e una pasticceria d’eccellenza. A farla da padrona è la mandorla, di cui Vicari è la prima produttrice della Provincia di Palermo e a cui è legata la Sagra della Mandorla, che ogni anno a Giugno richiama gente da tutta la Sicilia. I prodotti tipici di Vicari infatti sono a base di mandorla, da citare la “Cubbaita”, un torrone tradizionale, i “primamuri” e i “sasameli”, dolce povero a base di mandorle tritate, vino cotto e un po’ di miele.

I Passavolanti

Ma i dolci caratteristici e identitari di Vicari sono i “Passavolanti”, dolci a base di mandorle zucchero, uova, farina e cannella. Sull’origine del nome vi è un curioso aneddoto che li fa risalire al’700, quando in occasione delle nozze della principessa Bosco che abitava nel Castello, i monaci del convento di San Francesco prepararono questa leccornia da servire agli invitati che furono più numerosi rispetto a quelli attesi. Dal momento che i biscotti non bastavano, si decise di farli passare velocemente tra la folla su dei vassoi e da qui i dolcetti presero il nome di “passavolanti”.

Tante quindi sono le ragioni per visitare Vicari, un borgo ricco di arte, storia e anche tradizioni ,un paese dalla storia millenaria, dove ogni vicolo ha la sua specificità artistica e storica, in definitiva un luogo magico e fantastico. Un luogo ideale per chi vuol fuggire dal trambusto e dal caos cittadino e vuole rivivere emozioni, suggestioni e atmosfere di un tempo.