Rappresenta un segmento turistico che dopo la crisi pandemica non solo ha ripreso vigore e recuperato nel 2022 le quote di mercato del 2019 e che attrae oggi anche le giovani generazioni.
Dopo la pandemia è cresciuta la sensibilità e il desiderio di una vacanza all’insegna della salute e del benessere che ha il carattere intergenerazionale suscitando sempre più l’interesse dei giovani con un platea nuova che recentemente si è accostata a questa particolare tipologia di vacanza da parte di persone completamente nuove. Si è compreso che alle terme ci sono due possibili finalità, quella terapeutica-curativa per cui con l’acqua giusta si può curare la patologia giusta, e quello soprattutto del benessere che spinge a sposare stile e modelli di vita. Possibilmente una vacanza da condividere con amici e familiari di regola di prossimità per mete che si raggiungono senza aereo.
Il sistema termale è un sistema diffuso che in Italia conta oltre 320 centri in funzione e di questi il 90% accreditati al Servizio Sanitario Nazionale. Di questi più della metà si trova in due regioni: Veneto (28,2%) e Campania (23,8%), seguite a grande distanza da Emilia Romagna (7,1%), Toscana (6,2%), Lazio (4%) e Lombardia (3,7%). La Sicilia purtroppo è nelle retrovie. Un comparto che accoglie comunque in ambito nazionale ogni anno circa 2 milioni e 790 mila clienti e che molte proiezioni danno addirittura in poderosa crescita con una stima di raddoppiare il volume d’affari nel 2030. Da qui la grande attenzione degli operatori turistici per un segmento che ha anche la caratteristica della destagionalizzazione.
Le località termali sono diffuse in tutta l’Isola anche se molto spesso la gestione pubblica dei poli termali non sempre si è rivelata virtuosa. Infatti dei 13 stabilimenti censiti in Sicilia, si possono contare solamente sulle dita di una mano quelle strutture accreditate con il servizio sanitario nazionale.Una vicenda che si è complicata negli ultimi anni con la messa in liquidazione delle due società partecipate più grosse, la Terme di Acireale e Terme di Sciacca, capaci solamente di creare debiti e perdite. Oggi rispetto alle potenzialità e prospettive di crescita in ambito nazionale ed europeo la sicilia denota grossi ritardi per un comparto che deve vedere una collaborazione e una partnership pubblico-privata che nell’Isola si è rivelata deficitaria.

Una soluzione prospettata potrebbe essere quella della liberalizzazione delle concessioni, in linea con la direttiva europea Bolkenstein, tanto temuta dai gestori delle concessioni dei lidi balneari , dando certezze normative agli operatori attuando una semplificazione amministrativa aprendo al contempo all’investimento di imprenditori di tutta Europa. Uno sforzo per rinnovare l’offerta del prodotto termale in perfetta sintonia con le linee di tendenza del mercato, in una logica di collaborazione tra settore pubblico e privato.
La cartina al tornasole delle potenzialità di crescita del settore in Sicilia è stata la risposta al bonus Terme predisposto dal governo nazionale nel 2021, un incentivo che ha consentito di fruire di un bonus fino a 200 euro per l’acquisto di servizi termali e circuiti benessere nelle strutture accreditate. Ebbene in Sicilia si registrarono solamente 3 strutture, collocate in province diverse. Poche rispetto a quelle presenti in Regioni come il Veneto (74) o la Campania (27). Questo la dice lunga sull’arretratezza del sistema termale in Sicilia rispetto alle potenzialità di crescita e ai nuovi fruitori, come abbiamo visto, che si affacciano sul mercato.





