Oggi per parlare di Mense scolastiche a filiera corta è necessario salire di quota, giungere sulle Madonie, dove si può assistere a uno spettacolo unico nel suo genere: i bambini mangiano i prodotti della loro terra nella loro terra. Partorito nell’ambito del Progetto Promos (Process Management per l’Orientamento allo Sviluppo) nel 2007, questa esperienza – giunta oramai in una fase di piena maturazione – è coordinata dalla SO.SVI.MA. Spa (Agenzia per lo Sviluppo delle Madonie) ed interessa le mense di 14 Comuni madoniti. Il consumo di alimenti del territorio ha consentito in questi anni di accorciare la filiera, di ri-territorializzare un processo di sviluppo economico nonché di recuperare una nuova coesione sociale ed economica fra chi produce e chi consuma.

Questo processo si è realizzato grazie al lavoro congiunto di diversi attori: Assessorato regionale Risorse Agricole ed Alimentari (gli uffici periferici delle ex SOAT), Aziende Sanitarie (ex ASP di Petralia Sottana), scuole dell’infanzia e scuole primarie (3.900 alunni e 2.150 famiglie coinvolte), aziende private aderenti all’iniziativa (circa 50). Il percorso ha generato nuovi posti di lavoro grazie all’attivazione di un mercato “protetto” ad esclusivo beneficio dei produttori locali. In termini economici, ha consentito di recuperare circa 7,2 Meuro che prima, in grandissima prevalenza, avevano come destinatari finali grandi imprese extraregionali. 

foto di repertorio – archivio progetto Idimed

Oggi, portare a scuola il cibo che mangiavano i nostri nonni, cucinato con i prodotti di un tempo, secondo antichi saperi, permette di riportare in vita sapori, odori e colori di una tradizione che fatica a rimanere in vita.  Mangiare del frutto della terra e del lavoro dell’uomo significa ridare dignità ed etica al cibo, al lavoro di attesa e di fatica che si consuma nel percorso che dalla terra lo porta nel piatto. Un cibo che ha origine in un luogo fisico, nel campo, nell’orto, che è prodotto da una persona in carne e ossa, che nasce sotto la terra e cresce e matura baciato dal sole della nostra amata Sicilia. Un cibo che ci appartiene, che racconta la nostra storia, il nostro territorio, attraverso il quale poter rafforzare la nostra capacità di attrazione e rendere unico il nostro vantaggio competitivo nei confronti di altre destinazioni. La condivisione dell’atto stesso del mangiare, nel contesto della mensa, rilancia il concetto di equità, di uguaglianza, di cibo uguale per tutti al di là di ogni classe sociale, superando ogni differenza di status e conquistando un significato di etica del pasto, che supera la necessità di segnare le differenze e cancella ogni occasione di capriccio.

Foto di repertorio – Archivio progetto Idimed

Offrire ai bambini uno spazio/luogo/tempo per consumare il cibo insieme, significa anche ricreare il concetto di Comunità. Il mangiare richiama infatti aspetti forti del nostro vissuto socio-affettivo e relazionale. Ci si nutre di alimenti ma anche di emozioni che arrivano a noi attraverso i rituali, i protocolli, le presentazioni e le scelte.  Un modello antico di “sviluppo di comunità” fatto di ruralità vera da catapultare nelle grandi città per ricordare a tutti che esiste ancora. Per farne scoprire la ricchezza inestimabile e stimolarne ai più il desiderio di conoscenza e sperimentazione. Per recuperare la ricchezza, la genuinità, la salubrità e la sostenibilità di uno stile di vita che però ha bisogno – oggi più che mai – dell’aiuto di tutti per riproporsi, ritornare a esistere, essere degustato e vissuto in un mondo globalizzato fatto di sapori artificiali, di essenze, di nuance, di forme precise e di estetiche perfette. Un mondo che non esiste e che dobbiamo smascherare. Un falso d’autore che dobbiamo far riconoscere a tutti i bambini siciliani e non.

Questo processo e questo messaggio, è stato fatto proprio dal GAL (Gruppo di Azione Locale) ISC Madonie ed esteso ai territorii ed alle comunità ricomprese nei GAL Metropoli Est, Terre Sicane e Natiblei, grazie al progetto di cooperazione interregionale “Prodotti Tipici e Dieta Mediterranea” a cui ha partecipato anche l’Idimed (Istituto della Dieta Mediterranea) con le pubblicazioni e i laboratori “a scuola di alimentazione”.

Le mense scolastiche permettono quindi di conquistare benessere e “spazi di mercato”, ridare vitalità ad un tessuto socio-economico e far crescere in salute e invecchiare con successo le nuove generazioni. Dalla terra parte il nuovo welfare.