Esiste una realtà di cooperazione, nel territorio di Valledolmo, dove varietà locali coltivate in siccagno e trasformazione si incontrano, sotto il segno del pomodoro.
La Cooperativa Rinascita è nata con l’intento di valorizzare la produzione, difendere il reddito agricolo e dare al raccolto un mercato più equo. Nello stabilimento di contrada Rovittello, nel territorio di Sclafani Bagni, il pomodoro coltivato “in siccagno” diventa passata, salsa, concentrato e specialità della tradizione siciliana.
La filiera è costruita nell’entroterra e parte dai campi, dagli agricoltori che fanno puntualmente la raccolta manuale, dalla tracciabilità e da un progetto comune che da quasi cinquant’anni tiene insieme tutte le componenti.
“La cooperativa nasce nel 1977 da mio nonno e altri due soci” racconta Vincenzo Pisa, presidente e amministratore e prosegue “Venivano da esperienze di emigrazione, in Germania o in America, e avevano questa voglia di riscatto e di resistenza legata al prodotto e al territorio. I piccoli produttori, allora, erano costretti a svendere il pomodoro ai sensali e ai mediatori, perché la vendita non era organizzata. Quei tre produttori decisero quindi di mettersi insieme e fondare una cooperativa per commercializzare il pomodoro”.
Da centro di raccolta a filiera completa
Negli anni Ottanta la cooperativa divenne un punto di riferimento per centinaia di soci e per la commercializzazione del pomodoro destinato alle industrie conserviere siciliane. Alla fine degli anni Novanta, quando quel sistema entrò in crisi, Rinascita scelse di evolvere. Con i Patti territoriali arrivò l’opportunità di completare la filiera e nel 2003 entrò in funzione lo stabilimento di contrada Rovittello, a pochi chilometri da Valledolmo e dallo svincolo di Tremonzelli. Da allora la cooperativa segue direttamente i passaggi essenziali: conferimento, controllo, trasformazione, confezionamento e commercializzazione.
Oggi i soci sono 19. Ogni agricoltore gestisce la propria azienda e programma le rotazioni colturali, comunicando annualmente la superficie destinata al pomodoro. Il lavoro ha una forte componente stagionale, dai trapianti di maggio alla raccolta e alla trasformazione estiva, mentre l’ufficio vendite garantisce continuità durante tutto l’anno. Accanto al presidente Vincenzo Pisa, Antonello Andolina segue soprattutto produzione e trasformazione; gli altri amministratori presidiano ammistrazione, logistica, campagna e materie prime.
Il siccagno: un metodo agricolo, prima ancora che un prodotto
Il termine ‘siccagno‘ indica il metodo di coltivazione senza apporto irriguo, non una singola varietà. Nei terreni argillosi delle basse Madonie, capaci di accumulare l’umidità invernale e conservarla nei mesi caldi, la pianta sviluppa frutti naturalmente concentrati. L’escursione termica, la tramontana, le rotazioni agronomiche e il lavoro manuale contribuiscono a definire un pomodoro dalla polpa densa, intenso nel gusto e con una resa elevata in cucina. È un’agricoltura che richiede esperienza e attenzione, perché dipende dall’equilibrio naturale del suolo e delle stagioni.

La varietà più usata è il Pizzutello, legata al Presidio Slow Food del pomodoro siccagno della Valle del Bilìci. Negli ultimi anni la cooperativa ha affiancato anche il Buttiglieddru di Licata, antica cultivar recuperata e riconosciuta come Presidio Slow Food – coltivata da un socio nella fascia costiera – che consente di anticipare la maturazione.
Qualità controllata, dal conferimento al vasetto
All’arrivo nello stabilimento il pomodoro viene controllato, registrato per garantirne tracciabilità e rintracciabilità, selezionato e avviato alla trasformazione. Il processo prevede la concentrazione sottovuoto del succo a bassa temperatura, circa 55 gradi, per preservarne le caratteristiche organolettiche e le preparazioni sono prive di conservanti e additivi.
A rafforzare questo sistema ci sono la certificazione biologica e la certificazione IFS Food, che sottopone processi e produzioni a verifiche documentali e analitiche. Per la cooperativa, la qualità non è una dichiarazione astratta: nasce dalla selezione degli agricoltori, continua nei controlli di stabilimento e accompagna ogni lotto fino alla commercializzazione.
Sostenibilità che coinvolge ambiente, lavoro e comunità
Coltivare senza irrigazione significa ridurre il consumo d’acqua, ma per Rinascita la sostenibilità ha un significato più ampio.
“Per noi è imprescindibile l’etica delle coltivazioni, la sostenibilità e l’attenzione ai lavoratori: è questo che ci differenzia dai competitor nazionali – sottolinea il Presidente -. Ogni anno facciamo investimenti importanti. Quest’anno abbiamo realizzato un impianto fotovoltaico da 150 kW che, teoricamente, dovrebbe portare l’azienda all’autonomia energetica. Sono investimenti che hanno un costo, ma servono alla sostenibilità e anche alla competitività“.
Tra gli investimenti più recenti c’è un impianto fotovoltaico da 150 kW, dimensionato per avvicinare lo stabilimento all’autonomia energetica. È un tassello di un percorso che considera insieme ambiente, equilibrio dei conti e responsabilità sociale. Anche la politica di acquisto della materia prima segue la stessa logica: riconoscere la minore resa del siccagno e remunerare il lavoro necessario a garantirne la qualità.
LEGGI ANCHE: Boom di richieste per il pomodoro Siccagno di Valledolmo
“L’industria acquista generalmente il pomodoro a 15-18 centesimi al chilo; noi lo paghiamo 40-50 centesimi. Partiamo quindi da un prezzo allo scaffale più alto, ma il consumatore deve sapere che dietro ci sono lavoro, qualità, sostenibilità e un valore che resta sul territorio”.
Il valore del prodotto non può essere misurato soltanto sul prezzo del vasetto. Un pomodoro con meno acqua offre maggiore densità e una resa diversa in cucina; nel confronto entrano anche origine, metodo agricolo, condizioni di lavoro e ricaduta economica sul territorio. Scegliere Rinascita significa quindi sostenere un modello di filiera che prova a distribuire il valore lungo tutti i passaggi, dal campo allo scaffale, anche quando le annate non sono così promettenti.
La raccolta 2026: qualità al centro in una stagione complessa
Dopo quattro anni di forte siccità tra il 2020 e il 2024, il 2025 aveva offerto condizioni favorevoli.La campagna 2026 è iniziata in anticipo, già a metà luglio nelle aree seguite dalla cooperativa e ancora prima alle quote più basse. L’inverno caratterizzato da piogge violente, l’assenza di precipitazioni primaverili e il caldo intenso hanno ridotto le quantità, con una stima provvisoria di perdita attorno al 30%. È un dato che descrive la stagione ma che non mette in discussione la qualità della materia prima conferita e trasformata.
“La campagna non si è ancora conclusa e non possiamo tirare le somme, ma sicuramente non è stata tra le migliori. Il prodotto, però, c’è ed è buono “.

È proprio nelle annate più impegnative che il modello Rinascita mostra il suo significato: condividere competenze e strutture, controllare la filiera, valorizzare ogni chilogrammo disponibile e continuare a investire.
Dalla passata all’astrattu
La passata di pomodoro siccagno resta il cuore della gamma, nei formati da 410 e 680 grammi e anche in versione biologica. Attorno a questa referenza la cooperativa ha costruito una linea di salse pronte da 410 grammi: basilico con scalogno, basilico bio, peperoncino e peperoncino bio, finocchietto e finocchietto bio, oltre alla salsa alle melanzane. Completano il catalogo l‘astrattu, il concentrato di pomodoro nei formati da 200 e 300 grammi, convenzionale e bio; la caponata siciliana da 260 grammi, anch’essa nelle due versioni; e il pomodoro secco in olio extravergine di oliva da 180 grammi, tradizionale e biologico.
La vendita diretta online affianca una presenza consolidata sul territorio. In Sicilia, riferisce Pisa, i prodotti si trovano in diverse catene della grande distribuzione e del retail, tra cui Decò, Coop, Prezzemolo & Vitale, Sisa e Famila, oltre che in negozi specializzati e botteghe di nicchia. Per l’alta ristorazione la cooperativa propone invece la linea Rosso Siculo. Canali differenti, uniti dallo stesso obiettivo: rendere accessibile una produzione profondamente legata all’entroterra siciliano.
Rinascita Soc. Coop. a.r.l.
C/da Rovittello – 90020 Sclafani Bagni (PA)
Tel: +39 0921458084 | +39 3200575768






