Più che Siracusa è l’isola di Ortigia a essere al centro del dibattito turistico, tra fascino incontrastato, rincari record nella ristorazione.
Siracusa si conferma la città più cara della Sicilia, un primato spinto in modo particolare dai prezzi registrati nel centro storico di Ortigia. In un momento storico in cui le mete turistiche tradizionali del Mediterraneo registrano flessioni a causa dei venti di guerra, la città aretusea sta incrementando in modo sensibile arrivi e soggiorni turistici. Tuttavia, questo boom di visitatori ha portato alla luce un rovescio della medaglia fatto di conti esagerati, rincari ritenuti insostenibili e polemiche che infiammano regolarmente i social network.
Scontrini d’oro e casi limite nella ristorazione ortigiana
Le segnalazioni di residenti e turisti parlano chiaro e raccontano di cifre che fanno discutere. Tra i casi limite riportati sui portali di recensioni e confermati dagli addetti ai lavori figurano conti come 8 euro per due sole granite, 15 euro per due bitter, o ancora 45 euro per una colazione all’aperto nei pressi di piazza Duomo composta da tre granite con panna, due acque minerali, una brioche e tre caffè.

Altre testimonianze evidenziano scontrini da 31 euro per un caffè, una granita con brioche, due sfoglie e una bottiglietta d’acqua, oppure 15 euro per un caffè, un cappuccino e due cornetti. Di fronte a scenari di questo tipo, non sono mancate le comparazioni ironiche con città d’arte blasonate, definendo Ortigia bella come Venezia ma persino più cara in proporzione.
Il nodo normativo della trasparenza e l’obbligo dei listini
Uno degli aspetti più critici sollevati dai consumatori riguarda la mancata esposizione dei prezzi, soprattutto per quanto riguarda i tavolini esterni e i dehors del centro storico. A tal proposito entra in gioco la normativa vigente, nello specifico il decreto legislativo 114 del 1998, che obbliga chiaramente i bar e i pubblici esercizi a esporre i prezzi dei prodotti in modo perfettamente visibile anche all’esterno, pena sanzioni che superano i cinquecento euro.
Secondo quanto evidenziato da Arturo Linguanti, già presidente di Confesercenti per vent’anni, a Ortigia quasi nessuno rispetta questa regola fondamentale, esponendo gli avventori a sgradite sorprese al momento del pagamento. L’invito rivolto ai visitatori è tassativo: pretendere sempre di consultare i listini prima di ordinare, poiché sedersi alla cieca significa mettersi in una posizione di debolezza rispetto ai propri diritti.
Il confronto tra le categorie economiche: tra casi isolati e richiami etici
Il dibattito vede contrapposte diverse visioni all’interno del mondo associativo locale. Da un lato, Stefano Gentile, presidente del comparto ristorazione di CNA, ridimensiona il fenomeno definendolo circoscritto a episodi isolati e da arginare, evidenziando come spesso vi sia un’esagerazione da parte di clienti abituati ai prezzi della provincia, dove una granita costa mediamente un euro e cinquanta centesimi. Secondo la CNA, la media ortigiana si attesta su cifre più contenute (circa 5 euro per granita con brioche e 1,20 euro per il caffè al banco) e gli stessi esercizi virtuosi subiscono il danno d’immagine causato da chi fa il furbo, perdendo la clientela per il futuro.

Dall’altro lato, Giuseppe Vasquez, presidente di Confesercenti, rimarca con forza che sebbene non esista una legge che vincoli rigidamente i prezzi, esiste un principio ineludibile di deontologia commerciale e intelligenza comportamentale. Il barista o il commerciante che pratica ricarichi eccessivi può trarre un profitto immediato, ma alla lunga innesca un pericoloso effetto boomerang.
La saggezza popolare ricorda che si può ingannare qualcuno una volta, ma non tutti per sempre. Il cattivo commerciante approfitta della grande affluenza per applicare ricarichi sproporzionati, mentre il professionista lungimirante punta sulla qualità del servizio e sulla correttezza.
Verso una presa di coscienza collettiva per tutelare Siracusa
La polemica sugli scontrini d’oro non è una novità assoluta, ripresentandosi ciclicamente a ogni stagione estiva e trovando immediata cassa di risonanza online. Questo meccanismo rappresenta però un importante stimolo affinché il commercio locale si autogestisca, puntando all’eccellenza e all’autenticità.
L’obiettivo primario deve essere quello di consolidare l’immagine di Siracusa come luogo accogliente, facendo in modo che i viaggiatori si sentano tutelati e sereni, lontani dal rischio di essere “spennati”. Ortigia resta una gemma di inestimabile bellezza, e spetta alla responsabilità collettiva degli operatori economici preservarne la reputazione e la credibilità per il futuro.






