Dopo un blitz antimafia, la cooperativa incaricata del facchinaggio rinuncia all’appalto del mercato, lasciando spazio a operatori non autorizzati.
Una grave situazione di illegalità è emersa all’interno del principale polo di distribuzione agroalimentare del capoluogo siciliano. Il mercato ortofrutticolo di via Montepellegrino a Palermo è finito al centro di una bufera mediatica e giudiziaria a causa della gestione del servizio di movimentazione merci e facchinaggio.
A far scoppiare il caso sono state tre ispezioni notturne condotte a sorpresa dall’assessore comunale alle Attività produttive, Giuliano Forzinetti, che ha riscontrato personalmente la presenza di operatori abusivi intenti a svolgere le attività in precedenza affidate a una società regolare.

Le visite ispettive hanno portato alla luce una realtà allarmante: dopo il ritiro della cooperativa che si era aggiudicata l’appalto per la gestione dei flussi logistici all’interno del mercato, il controllo dei padiglioni è tornato di fatto in mano a lavoratori privi di autorizzazione. A seguito dei sopralluoghi, l’assessore Forzinetti ha provveduto a depositare una formale denuncia alle autorità competenti per denunciare le irregolarità diffuse e la violazione dei regolamenti interni del mercato.
Il business delle “carrettelle” e il ritorno all’illegalità nel mercato
Uno dei capitoli più delicati dell’indagine della Procura riguarda il presunto affare legato all’uso delle “carrettelle”, i moduli mobili usati ogni notte dai facchini per caricare e scaricare la merce tra i padiglioni dei grossisti e i mezzi di trasporto in sosta. Questo meccanismo di movimentazione, fondamentale per il funzionamento del mercato, è storicamente finito sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti per i rischi di infiltrazione e controllo da parte della criminalità organizzata.
Con il passo indietro della cooperativa incaricata della regolarizzazione del servizio, i vecchi meccanismi di movimentazione delle merci senza autorizzazione sono tornati pienamente operativi. L’azione legale intrapresa dal Comune di Palermo punta ora a ripristinare la legalità e a garantire una gestione trasparente del facchinaggio.






