L’operazione dei Carabinieri ha rilevato presenza di muffa e insetti nei locali; scattato il sequestro di 600 chili di alimenti, stop al laboratorio e denuncia per la titolare.
I controlli straordinari sulla sicurezza alimentare e sul contrasto al lavoro sommerso colpiscono una nota attività ricettiva della provincia etnea. Nel corso di un intervento congiunto condotto dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) e del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil) di Catania, un noto complesso bar-ristorante-pizzeria dell’hinterland è finito al centro di pesanti contestazioni igienico-sanitarie e giuslavoristiche.
L’ispezione, parte di una campagna mirata a verificare gli standard operativi nei settori turistico e della ristorazione, si è conclusa con la denuncia a piede libero della legale rappresentante dell’attività commerciale.
Oltre 600 chili di alimenti sequestrati tra muffa e insetti
Durante l’accesso ispettivo all’interno del laboratorio di pasticceria, i militari del Nas hanno documentato un quadro di diffuso e grave degrado igienico. Negli spazi riservati alla manipolazione e alla preparazione dei prodotti dolciari è stata accertata la presenza di muffa diffusa lungo le superfici, ragnatele con ragni e carcasse di blatte sul pavimento.

Le precarie condizioni riscontrate hanno spinto i Carabinieri ad apporre i sigilli a oltre 600 chilogrammi di prodotti alimentari, rinvenuti in evidente stato di cattivo stato di conservazione e ritenuti potenzialmente pericolosi per i clienti, soprattutto per via della presenza della muffa. A fronte di tali irregolarità, è scattato il provvedimento immediato di sospensione dell’attività per l’intero reparto pasticceria.
Lavoro nero, mancata sorveglianza sanitaria e deferimento all’Autorità Giudiziaria
Parallelamente ai rilievi sanitari, i militari del Nil hanno passato al setaccio le posizioni contrattuali dei 13 dipendenti presenti in servizio durante il sopralluogo. Gli accertamenti hanno consentito di individuare un lavoratore impiegato totalmente in nero, privo di garanzie previdenziali e assicurative, mentre per un secondo addetto è stata accertata l’omessa visita medica prevista dalla sorveglianza sanitaria obbligatoria.
L’intero quadro probatorio ha determinato il deferimento della titolare alla Procura della Repubblica per violazioni della disciplina igienica sugli alimenti e per le omissioni sulle tutele e la salute nei luoghi di lavoro.






